Firenze – Padre e figlio, dialogo fra due generazioni espressione di Italie tanto diverse: quella che usciva dalla guerra distrutta ma carica di ideali e di voglia di libertà e quella a cavallo del millennio dove quegli ideali sono messi a dura prova.
Farà sicuramente riflettere la prima nazionale di Ciao, atto unico tratto dal libro di Walter Veltroni con la regia di Piero Maccarinelli che andrà in scena al Teatro della Pergola da venerdì 24 marzo a domenica 2 aprile con Massimo Ghini e Francesco Bonomo, rispettivamente nel ruolo di Walter e Vittorio Veltroni.
Che la pièce sia destinata a fornire alimento al dibattito politico così sofferto e di contenuti di così bassa qualità quale stiamo vivendo in questi mesi, ne hanno dato conferma i due protagonisti nel corso della conferenza stampa di presentazione. Soprattutto Ghini, militante e socio fondatore del Pd, compagno di gioventù di Veltroni, che non ha esitato a reclamare con passione l’urgenza di una rinascita della politica che non sia solo “una fabbrica di carriere e di potere”.
Il dialogo “fantasmatico” fra Walter e Vittorio, il padre mai conosciuto perché morto a 37 anni quando il figlio aveva un anno, sulla scena appare fisicamente a parti invertite con il padre giovane e il figlio sessantenne: da una parte la giovane democrazia italiana che guardava verso mete di giustizia, equità e benessere per tutti; dall’altra, la maturità pensosa gravata da esperienze difficili e dalle speranze deluse.
Chi è dunque il padre e chi è il figlio? Le vicende italiane si intrecciano con le biografie personali di Vittorio giornalista prima dell’Eiar e poi della Rai, direttore del primo giornale radio del dopoguerra, dotato di talento giornalistico e nello stesso tempo di quella creatività che solo la spinta verso un futuro tutto da inventare può alimentare. E di Walter uno dei migliori politici della sua generazione, che ha cercato di conoscere un genitore postumo per ricostruire un rapporto che non ha mai potuto avere luogo.
Si intrecciano però anche con le biografie dei due attori. Ghini ha raccontato di suo padre esistente ma assente, separato dalla madre dal 1957, quando in Italia la separazione “era come far parte di una banda armata e io ho in mente tutte le volte che l’ho visto”. Un padre ex partigiano, funzionario del Pci, quindi modello politico che lo spinse a far parte della Fgc romana dove conobbe Walter e dove insieme coltivarono la passione per la politica e per il cinema.
C’è un’affinità elettiva in questa storia che l’attore vive con “emozione” perché “tornano in mente vite e sofferenze parallele”. Una circostanza questa che porta con sé anche il vantaggio “di entrare nelle pieghe di un racconto”, che ha il carattere di un atto coraggioso, qualcuno che si mette in discussione.
Ma attenzione, ha spiegato Bonomo, la forza teatrale dell’atto unico consiste nel fatto che “non c’è imitazione, perché Vittorio e Walter sono stati affrontati dai due attori come se fossero due personaggi e non due persone con il carico delle loro storie che portano con sé”. I loro nomi arrivano solo alla fine dello spettacolo.
La pièce – ha aggiunto il regista Maccarinelli – consiste in una parte narrativa che fa emergere il Vittorio Veltroni ricostruito dalle ricerche del figlio e in una parte dove si mettono in tavola le verità più intime che sono poi anche quelle più “teatralizzabili”. Fra la documentazione filmata vi è quella del funerale di Vittorio fatta dai suoi colleghi della Rai che Walter ha avuto per la prima volta il coraggio di guardare.
Quale sarà la reazione di Walter di fronte alla trasposizione teatrale del suo libro? “All’inizio come è sempre avvenuto nella mia esperienza i diretti interessati sono sempre negativi poi ci riflettono e il loro giudizio diventa più riflessivo – ha risposto Ghini – L’unica cosa che ci ha chiesto è il rispetto nei dialoghi delle parole del libro”.
Le scene e i costumi sono di Maurizio Balò, le luci di Umile Vainieri. Una produzione Fondazione Teatro della Toscana in collaborazione con Q Academy. Per l’occasione, venerdì 24 marzo dalle ore 20 Carpineto Grandi Vini di Toscana offrirà l’Aperitivo della Prima.
Martedì 28 marzo, ore 18, Walter Veltroni, Massimo Ghini, Francesco Bonomo, incontreranno il pubblico nel foyer del Teatro. Coordina Riccardo Ventrella. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Lo spettacolo sarà poi al Teatro Franco Parenti di Milano dal 19 al 30 aprile.
Foto: Massimo Ghini e Francesco Bonomo (copyright Filippo Manzini)