Parigi – Sul nostro pianeta gli uccelli sarebbero circa 50 miliardi, cioè circa 6 per ogni essere umano? A cercare di contare il numero dei volatili che allietano il pianeta ci ha provato un gruppo di scienziati australiani che ha incluso nelle sue ricerche il 92% delle 9.700 specie di uccelli esistenti.
Nello studio, pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle scienze americana (Pnas) si apprende che solo quattro specie contano più di un miliardo di esemplari, e tra questi il passero domestico (1,6 miliardi) e lo storno europeo (1,3 miliardi) che, originari del vecchio continente, si sarebbero poi moltiplicati nel resto del mondo. La maggioranza hanno delle popolazioni di varie centinaia di migliaia di individui ma numerose sono anche le specie che hanno meno di 5.000 esemplari e che rappresentano il 12% del totale. Gli insettivori rappresentano il 15%.
Secondo lo scienziato francese del Museo nazionale di storia naturale Romain Julliard, lo studio è una vera “performance scientifica”. “E’ la prima volta che si è riusciti a calcolare la popolazione degli uccelli con un metodo così affidabile e su così larga scala” ha dichiarato al quotidiano Le Figaro.
Un grande contributo alla ricerca è stato dato dagli ornitologi dilettanti che a migliaia seguono con passione in tutto il mondo il via vai e i cambiamenti delle popolazioni di uccelli sul loro territorio. Dall’inizio degli anni 2000 questa partecipazione attiva si è “professionalizzata” ed è ora in grado di produrre informazione di grande qualità tanto da essere denominata “scienza partecipativa”.
Particolarmente attiva è la rete mondiale eBird, coordinata negli Usa, che invita i suoi soci non solo a contare il numero degli uccelli ma anche il tempo di permanenza in zona. Gli scienziati australiani hanno attinto dai dati così raccolti oltre un miliardo di informazioni e non escludono che in futuro, con il loro contributo, si riuscirà a capire perché alcune specie sono più rare delle altre e quali sono maggiormente a rischio di estinzione. A loro avviso poi questo modello di scienza partecipativa potrà essere esteso anche ad altre specie animali.
Nello studio comunque si sottolinea anche la necessità di affinare il loro algoritmo che presenta ancora margini di incertezza importanti. La stima di 50 miliardi infatti è al momento solo considerata “la più probabile” su una forchetta che varia da 20 a 500 miliardi.