Firenze – L’ 8 maggio suonerà l’ultima campana per la Seves: a partire da questa data infatti cesserà il rapporto di lavoro per tutti i dipendenti. Le lettere di licenziamento sono infatti già partite. E’ questo ciò che è emerso nell’ultimo incontro, avvenuto il 4 maggio, a partire dalle 10, presso la sede della città metropolitana di Firenze, fra le parti sociali presenti nella fabbrica e le rappresentanze istituzionali e aziendali.
Seves, 8 maggio ultimo atto
Come si legge nella comunicazione inviata alle parti sociali, la riunione era sta convocata con “verifica”. “Non avevamo capito di che verifica si trattasse – dicono alcuni lavoratori – ma di lì a poco abbiamo appreso che lavoratori e lavoratrici sarebbero stati licenziati”. Secondo quanto riferito, si avvia così dall’8 maggio la procedura di mobilità con riguardo all’età dei lavoratori e alla loro anzianità in azienda. Non solo: alcuni di loro (7 per la precisione) saranno riassunti a tempo determinato, vale a dire fino al 20 dicembre. Dopodichè prenderà corso la cessazione definitiva. Al tavolo è stato fatta presente anche la possibilità aperta dalla start up innovativa che è stata avanzata nel corso di questi mesi da un gruppo di giovani inventori, ma l’eventualità non è stata presa in considerazione, in quanto “non era il luogo adatto”. “Un vero peccato – commenta Leonardo Bolognini, rappresentante dell’Usb – dal momento che, senza l’interessamento delle parti istituzionali cui pure ci eravamo rivolti in varie riprese e che avevano fatto sapere che potevano ritenere l’evoluzione della start up interessante, la questione si è arenata senza riuscire a scongiurare una chiusura che riguarda una delle eccellenze nel campo del vetro”.
Se la questione Seves pare definitivamente chiusa, tuttavia il gruppo di giovani inventori non si è dato per vinto: anzi, è riuscito ad avere contatti con altre aziende produttrici di vetro, come la Saint Gobain , le vetrerie di Vaiano e quelle di Empoli. “Ho fiducia che in altri luoghi questi giovani trovino quel credito che è mancato alla Seves e presso le istituzioni cui ci siamo rivolti – conclude Bolognini – anche perché è singolare che in una regione e in un comune in cui si dichiara la massima attenzione alle innovazioni e ai giovani, la questione sia stata, nonostante ripetute sollecitazioni, accantonata con questa leggerezza”.