
Nel giorno in cui l’Istat rivede al rialzo (+0,3%) le stime sul Pil, in cui il premier Matteo Renzi si autocelebra (“Le riforme servono”), il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi, lo corregge (“Dato condizionato dal calo del petrolio, dal rafforzamento del dollaro e dal Qe della Bce”) e la leader della Cgil, Susanna Camusso, lo invita “a smetterla con la propaganda”, il consigliere di Fdi-An, Tommaso Foti presenta un’interrogazione in Regione in cui puntualizza che “la perdita di imprese giovanili in Emilia-Romagna, nell’ultimo anno, è superiore alla media nazionale”.
“Sono oltre mille in meno, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le imprese giovanili attive in Emilia Romagna”, una percentuale “pari a -3,3 per cento calcolato sulla base dei registri delle Camere di Commercio, che segnalano come, alla fine di giugno, il numero delle attività imprenditoriali condotte da giovani fosse pari a 32.485, il 7,9 per cento del totale delle imprese regionali”.
Lo segnala il consigliere Tommaso Foti (Fdi-An) in un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, dove puntualizza che “la percentuale che indica la perdita di imprese giovanili in Emilia Romagna è superiore alla media nazionale del -2,1 per cento”.
Di qui, la richiesta alla Giunta di assumere iniziative per invertire un trend che non può che destare preoccupazioni, visto che “proprio l’imprenditoria giovanile dovrebbe rappresentare il punto forte dell’auspicabile e auspicata ripresa economica”.
Foti afferma anche che nella nostra regione si registra un “preoccupante calo delle società di persone, sebbene anche le attività individuali abbiano subito un netto arretramento,” e che “l’analisi dei singoli comparti, rispetto al 2014, attesta l’andamento molto negativo del mondo delle costruzioni e, a seguire, il comparto industriale e quello agricolo, mentre il settore dei servizi mostra un leggero miglioramento”.