Due podi, uno per il presentatore e uno per gli ospiti, Matteo Renzi sul palco del Palacongressi presenta, intervista, incita, arringa, dichiara, lancia musica, spezzoni di film, chiude insomma da dj della politica la campagna elettorale del Pd nella sua città. Lo fa da par suo, in un palcoscenico in cui ci sono due podi, uno tutto per lui, sindaco-mattatore-speranza del centrosinistra per un nuovo corso e uno per la squadra degli speranzosi prossimi onorevoli, che a due a due, un uomo una donna, raccontano il loro punto di vista a partire da una parola chiave prescelta: da "responsabilità" a "felicità", da "cittadino" al "grazie" del segretario regionale Andrea Manciulli.
Folla, quasi piena la sala, quella del Palacongressi. Format consolidato, il sindaco mattatore per l'incontro battezzato "One to One", duetto col pubblico chiamato direttamente in causa: "In questi cinque giorni siete voi a dare una mano perchè l’Italia possa veramente svoltare – le parole di Renzi al pubblico – noi siamo l’unica coalizione che vuole vincere, loro voglio pareggiare, gli altri vogliono contrattare, io credo che inciuci se ne siano fatti anche troppi in questo paese, perciò se avete una zia, un cugino, un parente in Lombardia, in Sicilia, sarebbe particolarmente utile contattarli, perchè ce la giochiamo sul filo’’. Stesso filo logico, stessa convinzione che lo ha portato a lanciare un appello al voto prima dell'inizio dell'evento vero e proprio, un appello a rifiutare l'antipolitica, a rifiutare " chi dice che sono tutti uguali e contemporaneamente un appello anche a metterci in gioco". Un gioco che, incalza Renzi, "potrebbe portare qualche sorpresa anche in Lombardia".
Sul palco, i candidati Dario Nardella, Elisa Simoni, David Ermini, Claudio Martini, Luca Lotti, Rosa De Pasquale, Rosa Maria Di Giorgi, Maria Chiara Carozza, Filippo Fossati, Valeria Fedeli, Lorenzo Becattini, Tea Albini, Giacomo Billi, Maria Elena Boschi.
Infine, non poteva mancare un accenno, una battuta su colui che incarna la vera sfida di questa battaglia elettorale per tutti i partiti "tradizionali": Grillo e il Movimento 5Stelle.
E se da un lato Renzi ricorda "un sindaco del Movimento 5Stelle che ha buttato fuori un assessore donna perchè era rimasta incinta" aggiungendo "una scena che mi ha fatto venire i brividi, se non i bubboni" e invitando l'ex-comico a chiarirsi le idee sulle rappresentanze femminili, dall'altro commenta: "Grillo dice cose giuste, ma è lui che non è credibile".