Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze ospita reperti di straordinario valore naturalistico e scientifico. Fondato nel 1775 come Imperial Regio Museo di Fisica e Storia Naturale dal granduca Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena, il museo radunò inizialmente collezioni naturalistiche e strumenti scientifici conservati nella Galleria degli Uffizi. Negli anni, però, il suo patrimonio si è ampliato ed ha accolto erbari cinquecenteschi, cere settecentesche, scheletri fossili di grandi mammiferi, collezioni di variopinte farfalle, cristalli, maschere Maori, gioielli etnici, alberi monumentali ed orme preistoriche. Grazie ad un protocollo d’intesa siglato ieri, 12 marzo, i preziosi reperti del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo fiorentino saranno più fruibili al pubblico. L’accordo è stato sottoscritto da Università degli Studi di Firenze, Regione Toscana, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, Ufficio scolastico regionale per la Toscana, Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica nucleo territoriale Regione Toscana, Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Firenze. Grazie a questa intesa le collezioni del museo fiorentino verranno catalogate e segnalate nel catalogo unico nazionale che il Ministero per i Beni e le Attività culturali sta predisponendo per la gestione del patrimonio culturale italiano. «Da oggi – ha spiegato l’assessore regionale alla Cultura, Cristina Scaletti, a margine della firma dell’accordo – il Museo di Storia Naturale è più vicino ai cittadini e alle scuole. Uno stimolo in più per avvicinare l’affascinante mondo della scienza ai ragazzi. Con questo protocollo d’intesa, la mole di reperti scientifici sarà consultabile con più facilità. Oggi abbiamo avuto un’ulteriore conferma dell’altissimo valore del sistema dei musei scientifici toscani. Siamo convinti che il processo di rinnovamento e innovazione, intrapreso grazie anche alla collaborazione continua con il Ministero per i beni e le attività culturali, è la strada giusta per far diventare davvero la cultura patrimonio di tutti». L’obiettivo della catalogazione delle collezioni del museo, infatti, è proprio quello di renderle note ad un pubblico il più possibile vasto. Ma si cercherà di coinvolgere nella procedura di schedatura anche le scuole pubbliche e private di Firenze, di modo da diffondere la buona pratica della catalogazione anche al di fuori dell’ambito accademico. «L’importanza di questo accordo – ha dichiarato il presidente del Museo di Storia Naturale, Giovanni Pratesi – si comprende bene se pensiamo agli otto milioni di esemplari che costituiscono il patrimonio del Museo Solo in minima parte, ovviamente, possono essere esposti, ma attraverso i nuovi standard catalografici e la digitalizzazione delle schede anche i preziosi reperti che abbiamo in deposito saranno a disposizione di tutti. Si tratta di un grande investimento per la promozione della cultura scientifica».
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