Parma, inceneritore avviato. Pizzarotti: “Non ho fallito”

Ora sarà quasi impossibile fermare l’impianto. I 5 stelle si dicono delusi, ma non responsabili per la battaglia persa

pizza VDopo la necessaria fase di riscaldamento, da oggi l’inceneritore di Parma è ripartito. E a meno di novità clamorose, di cui al momento non si vede nemmeno l’ombra, non si fermerà per un bel po’. Da oggi parte quindi la fase di esercizio provvisorio che dovrebbe concludersi entro tre mesi, quando l’impianto di Ugozzolo entrerà in funzione in modo definitivo.

All’inizio di ottobre, il Tar si pronuncerà nel merito sulla chiusura imposta dal Comune il 3 luglio scorso per l’asserita impossibilità di concedere l’agibilità parziale al forno. Se lo stop imposto dall’amministrazione dovesse risultare illegittimo, si potrebbe aprire la strada alla mega richiesta di risarcimenti già avanzata da Iren. Sommata alla causa già partita per i sigilli messi da Vignali nell’estate 2011, saremmo intorno ai 44 milioni di euro. Circa 230 euro a parmigiano, in aggiunta al debito monstre che ancora grava sul Comune. Per vedere l’inceneritore che parte comunque.

A fronte di tutto ciò, e della prevedibile valanga di polemiche che si sta scatenando sull’amministrazione a 5 stelle, il sindaco Pizzarotti e l’assessore comunale all’Ambiente Folli si mostrano amareggiati, ma tranquilli. “E’ una sconfitta per tutta la città – ammette Folli – dal punto di vista amministrativo non ci sono più possibilità di fermare questa politica dei rifiuti obsoleta”. In pratica l’annuncio della fine della battaglia frontale contro Iren. Ma non della guerra a bassa intensità, visto che “saremo inflessibili sui controlli, abbiamo disposto una commissione”.

Dal canto suo Pizzarotti sostiene che questo, per lui, “non è un fallimento” e aggiunge che “si va avanti con il progetto della raccolta differenziata, nel 2014 avremo tutta la città senza cassonetti. Il problema è stato arrivare quando l’inceneritore era al 70 per cento già costruito”.

Poi, in una lunga lettera aperta alla città il sindaco afferma di aver “fatto tutto ciò che era possibile fare con i poteri di un Sindaco. Come Amministrazione abbiamo portato alla luce un iter di costruzione dell’inceneritore a tratti poco chiaro, per certi aspetti davvero oscuro, rischiarando questioni di cui un domani si prenderà carico la Magistratura, se già non lo ha fatto”.

Seguono rassicurazioni su aumento della differenziata, diminuzione delle tariffe (da realizzare tramite “soluzioni condivise con Iren”), strali contro tutte le altre forze politiche che il forno “lo hanno voluto” e inviti a considerare che l’inceneritore non è l’unico punto del programma dei 5 stelle di Parma.

Sforzo minimo, tutto sommato, per fare piazza pulita di una campagna elettorale arrembante, durante la quale l’associazione Gcr (di cui l’assessore Folli fu uno dei fondatori) arrivò a parlare tra l’altro di smantellamento dell’impianto, riconversione con l’aiuto dei cinesi, vendita all’Olanda e separazione degli appalti di raccolta e smaltimento dei rifiuti di Parma (ancora oggi, Iren gestisce entrambi i servizi). Mentre i 5 stelle, legati a doppio filo con l’associazione ambientalista, lasciavano intendere che avrebbero trovato il modo per non far partire il forno. Obiettivo che pareva raggiungibile, all’epoca.

Su tutto, un ricordo su tutti resta indelebile. Quello di Beppe Grillo che nel settembre 2012 in piazzale della Pace proclamava: “L’inceneritore non lo accenderanno, per farlo dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti”. Un anno dopo il primo cittadino gode, per fortuna, di ottima salute. L’inceneritore di Ugozzolo anche.

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