Nitrati: zootecnia non può continuare a “pagare per tutti”

Roma – Urge la ridefinizione delle aree vulnerabili ai nitrati e relative norme, sottolineano sia Cia sia Coldiretti, intervenute oggi al tavolo sul tema nella sede del Mipaaf, alla luce dello studio Ispra sulla responsabilità dell’inquinamenot da nitrati: “Bene l’impegno in tal senso di ministeri e regioni, commentano, ma venga portato avanti con rapidità; e poi, sollecita la Cia, via all’attuazione del decreto sull’utilizzazione agronomica degli effluenti e del digestato anche per affrontare al meglio il problema della flessibilità dei tempi di spandimento in funzione dei reali andamenti climatici”. La Coldiretti sottolinea che “dalla road map per la revisione delle zone vulnerabili ai nitrati dipende il futuro di circa 1/3 della produzione nazionale di prosciutti e formaggi Made in Italy  a denominazione  di origine, dal Parmigiano al Grana dal prosciutto di Parma a quello San Daniele, messi a rischio da una scorretta delimitazione”.

Dopo che lo studio completato  dall’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) scagiona definitivamente l’allevamento e accerta finalmente la responsabilità nell’inquinamento delle acque sotterranee di settori diversi, prendiamo atto positivamente – ha sottolinetoa il presidente di Coldiretti Moncalvo – della volontà di rispettare l’accordo “salva stalle” promosso dalla Coldiretti con i due Ministri a a Brescia  e di chiudere entro due mesi l’istruttoria regionale per portare a termine l’operazione verità nella perimetrazione delle aree vulnerabili.

Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha commentato positivamente la proposta congiunta dei ministri dell’Agricoltura, Maurizio Martina e dell’Ambiente, Gianluca Galletti di accelerare i tempi e prevedere la presentazione il 17 marzo prossimo da parte delle Regioni interessate delle proposte per la revisione delle zone vulnerabili, a seguito del confronto tecnico anche con gli assessori all’ambiente delle Regioni.  Dello stesso avviso la Cia: “Ministeri e regioni lavorino rapidamente a una ridefinizione delle aree vulnerabili ai nitrati e delle misure applicate in tal senso, tenendo conto del reale apporto della zootecnia all’inquinamento delle acque sotterranee che, come dimostrato dall’ultimo studio dell’Ispra, è stato finora molto sovrastimato. Tale attività di revisione non è più rinviabile -sottolinea la Cia- dato il carico di adempimenti che l’attuale situazione pone in capo agli allevamenti, aumentandone i costi e limitandone sviluppo e competitività, senza peraltro che ciò contribuisca alla soluzione del fenomeno della presenza di nitrati nelle acque.

La  Cia, inoltre, ha sottolineato altri due problemi: l’urgenza di dare rapida attuazione al recente decreto sull’utilizzazione agronomica degli effluenti e del digestato, anche per affrontare, con strumenti adeguati, il problema della flessibilità dei tempi di spandimento in funzione dei reali andamenti climatici, e la semplificazione delle procedure nella gestione della deroga che le regioni padane hanno ottenuto dalla Commissione europea.

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