A prima vista sembra di essere di fronte ad una gag di Antonio Albanese nei panni dell’industrialotto lombardo Ivo Perego. Solo che in questo caso siamo in Emilia. Ed è tutto vero. La Fiom-Cgil emiliana denuncia da giorni il caso della Firem, azienda specializzata nella produzione di resistenze elettriche con sede a Formigine, provincia di Modena. Ora la fabbrica è chiusa per ferie ma, come segnala il sindacato, risulta che i titolari abbiano nel frattempo svuotato del tutto lo stabilimento per un trasferimento in Polonia. Quindici dei quaranta dipendenti, appresa la notizia, si sono riuniti in presidio permanente.
“Pur in un periodo di forti difficoltà economiche – si legge in una nota del Comune – comportamenti come quelli tenuti dai titolari dell’azienda Firem sono censurabili sia nei modi sia nei tempi. Siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie, disponibili insieme alle altre istituzioni e alle organizzazioni sindacali, ad avviare un confronto serio e costruttivo”.
Un fulmine a ciel sereno quello abbatutosi nei giorni scorsi sui lavoratori, se si pensa che l’azienda, l’ultimo giorno di lavoro, avesse dato appuntamento al 26 agosto (giorno di riapertura) e nonostante si uscisse da un periodo di straordinari. L’azienda, infatti, nel 2013 non ha fatto ricorso alla cassa integrazione e le commesse non mancano. Cesare Pizzolla, segretario provinciale della Fiom-Cgil di Modena è entrato per cercare di parlare con un rappresentante dell’azienda e con stupore si è sentito dire che “non avrebbero lasciato a casa nessuno formalmente – racconta Pizzolla – e che chi voleva poteva andare a lavorare in Polonia. Ci hanno anche detto che l’indomani avrebbero fatto partire le lettere destinate ai 40 lavoratori in cui si comunicava la chiusura a Formigine e la riapertura in Polonia e che il 26 agosto si sarebbero potuti presentare nella nuova “sede”. Le lettere sono state fermate, ma il problema rimane”.
Ma non è finita qui. Il bonifico con lo stipendio di luglio non si è ancora visto, e tutto è aggravato dal fatto che qui lavorano anche coniugi, entrambi occupati alla Firem, che rischiano di perdere tutto.
Per la giornata di domani era indetto un tavolo di confronto con i sindacati, ospitato dal Comune. I titolari, però, oggi hanno fatto sapere che non ci saranno. “Mancano le condizioni per un sereno e costruttivo incontro per la soluzione delle problematiche del nostro personale. Non abbiamo mai nascosto a sindacati ed Rsu le nostre difficoltà anche rispetto alla concorrenza di altre aziende italiane che producono in Polonia e Romania, con costi che sono della metà”.
La Firempropone un nuovo incontro il 23 agosto, alle 17, purchè cessi questo clima di tensione che ha provocato “aggressioni mediatiche ai titolari e ai dipendenti che si trasferiranno”.