Ucraina, Russia, Libia, Siria, Iraq e Israele ma anche i territori palestinesi occupati, un valore commerciale complessivo sul fronte degli affari per le nostre imprese, fonte Camera di Commercio anno 2013 di oltre mezzo miliardo di euro. Che sono sempre più a rischio viste le notizie che arrivano da quei Paesi; c’è lo sdegno e l’orrore per le vittime innocenti e la sofferenza della popolazione civile ma anche l’aspetto della preoccupazione, decisamente meno importante, da parte dei nostri operatori economici. Verso quelle zone calde gli affari stavano infatti andando piuttosto bene tanto che gli indici dell’esportazione erano gli unici che fino a ieri lasciavano intravedere qualche segnale di speranza di una piccola o media ripresin. Oltre al mezzo milione di euro del 2013, il quasi mezzo milione del 2012 e già 120 milioni di euro nei primi tre mesi del 2014. Il 6% della nostra produzione esportata infatti ha avuto come meta quei territori oggi martoriati, a partire dal manifatturiero, poi dall’agricoltura, dall’estrazione e infine dai servizi di comunicazione e informazione. Metalmeccanica, moda, prodotti alimentari d’eccellenza, informatica ed altro rischiano insomma di subire un progressivo rallentamento nelle esportazioni con inevitabile riflesso dicevamo sulla nostra tenuta economica.
22 Agosto 2014
Le guerre? Non solo un orrore: a rischio gli affari delle nostre imprese
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