“Il problema esiste ed è sempre più serio, come dimostra la vicenda della libreria Martelli e in generale i rischi che corrono i vari negozi e attività storiche del centro: si tratta di un segnale di emarginazione progressiva che rischia di trasformare il centro storico di Firenze in un “deserto” di outlet e consimili”.
Non le manda certo a dire, Valdo Spini, il capogruppo di Gruppo Spini per Firenze, che da tempo è impegnato in una battaglia per rafforzare la tutela dei negozi e attività storiche che caratterizzano e hanno sempre caratterizzato il volto della città.
D’altro canto, se da un lato il vicesindaco Nardella ha “pescato” il cavillo giuridico che permette di non cambiare la destinazione di un esercizio storico – culturale se non in minima parte (il 30% dell’attività) e dall’altro l’assessore regionale Cristina Scaletti confida nel fatto che “il Comune ha già gli strumenti” da utilizzare per difendere questo segmento, Spini ritiene “che a maggior ragione sia necessario da parte dell’assessore comunale, magari con i capigruppo dei gruppi consiliari, chiedere un incontro alla Regione per appurare non solo gli strumenti, ma anche per predisporre nuovi mezzi per impedire la trasformazione del volto culturale della città”.
Che l’attuale sistema di tutela dei negozi e attività storiche sia insufficente, lo testimonia anche la richiesta degli stessi attori economici. Confesercenti infatti ha inoltrato una serie di proposte all’amministrazione comunale fra cui la richiesta di “specifiche proposte di modifica delle leggi nazionali e in particolare della normativa regionale, introducendo nuove norme urbanistiche e commerciali che consentano ai Comuni di intervenire nella salvaguardia di queste particolari attività economiche”. Non solo: Confesercenti parla anche della possibilità di ridurre l’aliquota Iva per queste attività, introducendo una sorta di regime agevolato in considerazione della natura dell’atività stessa, da considerarsi alla stregua di “bene culturale”.
Una serie di posizioni, annota Spini, che potrebbero rivelarsi fondamentali per una efficace difesa di quella parte di Firenze che fa rima con cultura.