Gilbarco, l’azienda rompe e va al licenziamento, Cgil: “Un oltraggio”

Firenze – Finisce male, la lunga riunione del tavolo dell’Unità di crisi regionale sulla vertenza Gilbarco, l’azienda che ha annunciato una riorganizzazione che porterà sul territorio fiorentino circa 70 esuberi tra lavoratori diretti e somministrati. Male per i lavoratori, quantomeno. Collegata da remoto, la Gilbarco Italia Srl (che fa parte insieme alla capogruppo Gilbarco Veeder-Root della multinazionale americana Vontier), rappresentata dall’amministratore delegato Paolo Sorrentino, assistito da Confidustria Firenze, ha ritenuto di non ricevere le ipotesi messe in campo dalla Regione, d’intesa con i sindacati, per trovare una soluzione ai licenziamenti. Anche se la richiesta era di attendere una decina di giorni prima di far partire la procedura di licenziamento collettivo, per conoscere il piano industriale.

Lo stabilimento fiorentino della Gilbarco Veender-Root occupa sul territorio fiorentino 167 lavoratori diretti, una cinquantina di lavoratori interinali e altri consulenti esterni. L’azienda è leader nella fornitura di distributori e sistemi software per punti vendita di carburante. Il 12 aprile l’azienda ha annunciato una riorganizzazione sindacale che porterà a 70 esuberi, tra diretti e somministrati. Oggi, 5 maggio, alle 10:00 ,è iniziato il primo incontro tenutosi tra Regione, Organizzazioni Sindacali, RSU e l’azienda stessa. Nella mattinata erano state indette quattro ore di sciopero per permettere a lavoratrici e lavoratori di partecipare al presidio di fronte al palazzo della Regione in piazza Duomo, come si legge nella nota sindacale. Il presidio è stato partecipatissimo, con solidarietà da parte di altre aziende del territorio fiorentino.  Il lungo incontro si è concluso soltanto nel tardo pomeriggio.

“Nemmeno il tavolo istituzionale è riuscito a far retrocedere l’azienda, la quale conferma la volontà di aprire velocemente la procedura di licenziamento collettivo – dichiara la Segreteria Provinciale Fiom CGIL Firenze, Prato, Pistoia – dopo diverse ore di confronto in Regione, l’azienda si è resa indisponibile a raccogliere l’invito delle istituzioni a esplorare le condizioni per un percorso condiviso che potesse evitare i preannunciati licenziamenti. Come Fiom Cgil Firenze, Prato, Pistoia e Nidil Cgil Firenze riteniamo gravissima questa posizione che denota anche una mancanza di rispetto verso i lavoratori e verso le istituzioni, le quali, avevano chiesto un riaggiornamento del tavolo nel giro di dieci giorni. Un oltraggio alle istituzioni e ai lavoratori che proviene dall’azienda rappresentata dal vicepresidente di Confindustria Firenze. Dopo l’assemblea con i lavoratori e le lavoratrici, decideremo le prossime iniziative di mobilitazione. Con lo sciopero e il presidio di questa mattina, i lavoratori e le lavoratrici hanno ribadito la loro completa opposizione alle scelte aziendali.  Non accetteremo questo comportamento offensivo da parte da parte dell’azienda e di Confindustria Firenze, resta inteso che per la Fiom non c’è nessuna disponibilità a trattare alcun licenziamento. Diffidiamo pertanto l’azienda dall’aprire la procedura di licenziamento collettivo”.

Per Nidil Cgil “la posizione dell’azienda è incomprensibile ed espone ancora di più i 39 lavoratori in somministrazione che perderanno il lavoro al 30 giugno senza la tutela della procedura di mobilità. Per dare una tutela anche a questi lavoratori abbiamo chiesto il mantenimento del tavolo istituzionale presso la Regione”

Anche dalla Regione la reazione è di grande amarezza.  “Sono sorpreso e amareggiato, avevamo proposto all’azienda, d’intesa con il sindacato, un’attesa di soli dieci giorni per conoscere il piano industriale – dichiara Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del presidente Giani -. Ma Gilbarco non ha accettato di aspettare un tempo certo e così ridotto che potrebbe evitare costi sociali pesanti; il nostro obiettivo rimane quello di zero esuberi e nuove certezze sul futuro industriale del sito. Con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo restano fuori da qualunque percorso di tutela i 38 lavoratori interinali ai quali il 30 giugno prossimo scadrà il contratto. Il tavolo non chiude: resta aperto per trovare una soluzione anche per loro”.

Al tavolo con Fabiani l’assessora Benedetta Albanese per il Comune di Firenze, i rappresentanti sindacali e delle rsu aziendali, i tecnici di Arti, mentre l’azienda era collegata da remoto.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Pronto intervento sociale, oltre 1300 interventi in un anno

Pronto intervento sociale, oltre 1300 interventi in un anno

Firenze – Attività di pronto intervento sociale, oggi il bilancio: i

Succ.
European leaders call for more unity in times of multi-crises

European leaders call for more unity in times of multi-crises

Florence – The first day of the 12th edition of The State of The Union

You May Also Like
Total
0
Condividi