Dopo il ritrovamento di altri 98 fusti tossici a largo dell’isola della Gorgona (Altri 98 bidoni tossici trovati a largo dell’isola della Gorgona) c’era attesa per il risultato delle analisi condotte dall’Istituto Superiore di Sanità sui campioni di pescato prelevati dagli esperti di Arpat grazie ad un peschereccio partito da Viareggio nella notte del 23 febbraio. Gli esami da parte dell’Istituto Superiore di Sanità erano stati richiesti dal Governatore toscano, Enrico Rossi, come ulteriore conferma delle analisi già svolte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Firenze. «Abbiamo fatto bene – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana – a procedere alle indagini che oggi ci dicono che non si evidenziano rischi per la salute umana. Tuttavia il monitoraggio deve continuare. I fusti tossici sono ancora in fondo al mare e le condizioni dell’acqua e della fauna ittica devono essere costantemente tenute sotto controllo. Con determinazione ancora maggiore, se possibile, vogliamo che si proceda a completare l’individuazione dei fusti e soprattutto alla loro rimozione. Moltissimi sono chiusi e integri, prima vengono ripescati e prima si scongiurano i rischi di inquinamento. Farò di tutto perché questo avvenga in tempi certi, e chiedo che la Capitaneria di Porto si adoperi al massimo perché la Grimaldi proceda». I 198 bidoni tossici persi nelle acque dell’isola della Gorgona il 17 dicembre scorso dall’Eurocargo Venezia di Grimaldi Lines sono ancora sul fondale ed alcuni hanno riversato il loro contenuto in mare. Le analisi condotte dall’Istituto Superiore di Sanità, però, hanno fortunatamente confermato che non vi sono al momento rischi per la salute umana e che tutti i prodotti ittici analizzati (naselli, scampi, gamberi, totani, rane pescatrici, razze monache e piccolo squali di profondità) hanno evidenziato valori di tossicità nella norma. «I risultati degli esami dell’Istituto Superiore di Sanità – ha commentato l’assessore regionale al Diritto alla salute, Daniela Scaramuccia – sono estremamente chiari e confortanti. Ad oggi non ci sono pericoli per la salute umana. La situazione va comunque tenuta costantemente sotto controllo. E soprattutto, vanno ritrovati rapidamente i circa 50 fusti mancanti, e tutti vanno rimossi in tempi brevi». Nel particolare, le analisi sono state condotte su campioni pescati in due zone di mare, la cosiddetta “zona dei fusti” (la zona in cui l’Eurocargo Venezia ha perso i bidoni tossici) e in una zona di mare lontana da quella in cui sono stati ritrovati i fusti, la “zona del bianco”. Per quanto concerne la “zona del bianco”, vanadio, nichel, molibdeno, cobalto ed antimonio risultano nella norma, mentre nella “zona dei fusti” i valori sarebbero di poco più elevati ma comunque non preoccupanti. Le conseguenze degli sversamenti in mare delle sostanze contenute nei 198 fusti dell’Eurocargo Venezia, dunque sarebbero poco significative. Aprat, ha spiegato il direttore Giovanni Barca, continuerà a monitorare il mare della Gorgona con l’ausilio dei rilevamenti di Castalia ed i campionamenti di pescato della effettuati dalla Minerva 1.
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