Festival delle Religioni: Morricone e la messa per i Gesuiti

Firenze – Grande successo per il Festival delle Religioni, che nella seconda edizione ha oltrepassato la soglia delle 4.100 presenze, superando anche i numeri dello scorso anno. 60 relatori hanno alimentato il dibattito durante i giorni del Festival, in ben 18 incontri. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Luogo d’Incontro, ha portato a Firenze, a 50 anni dall’esperienza del Sindaco Santo Giorgio La Pira, un’irripetibile esperienza di dialogo incentrata sul tema #andiamoltre.

L’ultima giornata si è aperta in Sinagoga, dove Rav. Joseph Levi, l’Imam di Firenze Izzedin Elzir, Mons. Andrea Bellandi e Tenzin Tenphel hanno dato vita ad un animato incontro di stampo ecumenico. Moderati dal direttore de La Nazione, Pierfrancesco De Robertis, i quattro, provenienti da diverse confessioni religiose, hanno condotto una riflessione dal titolo “oltre lo scontro. La forza della compassione”. Un incontro che ha visto popolarsi di oltre 300 persone il piazzale della Sinagoga, che hanno poi condiviso il momento del pranzo.

Altro appuntamento di stampo multiconfessionale si è svolto presso l’Oratorio di San Tommaso, dove la Pastora Anna Maffei, l’Archimandrita Nikolaus Papadopoulos e Don Alfredo Jacopozzi: un importante occasione per riflettere sul superamento delle diplomazie tra chiese e sulla necessità di introdurre nuovi linguaggi.  Attento il pubblico che al Cenacolo di Santa Croce si è raccolto per seguire il dibattito tra il docente statunitense Joseph Weiler e padre Bernardo Gianni, priore di San Miniato al Monte: “Anche i non credenti possono essere brave persone. Ciò che differenzia credenti e non credenti non è l’etica o la morale, ma la santità, che è desiderio di imitatio dei”.

Ennio Morricone nell’incontro che lo ha visto come protagonista ha ricordato come è nata la colonna sonora del film “Mission”. “Trent’anni fa – ha detto – mi fu chiesto di scrivere la colonna di questo film che raccontava la cristianizzazione degli Indios da parte dei gesuiti. Padre Gabriel è il primo missionario gesuita che si arrampica sulle cascate e grazie alla musica del suo oboe riesce ad avvicinarsi amichevolmente alla tribù di Indios Guaranì, ancora allo stato selvaggio. Poi la missione fallisce perché il vescovo ordina ai gesuiti di lasciare le missioni spinti dai rappresentanti dei coloni spagnoli e portoghesi che iniziano a vedere queste missioni dei gesuiti scomode e potenziali minacce per i loro affari economici, poiché i gesuiti offrono protezione agli Indios ed evitano loro di essere ridotti in schiavitù a lavorare nelle piantagioni. La missione fallisce: vincono gli eserciti e i gesuiti muoiono martiri. ”. “Quando vidi il film mi sembrava così bello che io non potevo aggiungere nulla”. “Poi scoprii che io ero stato una seconda scelta perché si voleva Leonard Bernstein. L’ho saputo dopo, altrimenti non avrei accettato il lavoro”. “Nel comporre unii tre elementi: coro, oboe e musica etnica. Elementi che ho miscelato nei vari momenti del film fino ad unirli tutti nel momento del martirio”.

Dal racconto della musica Mission il maestro racconta un altro episodio inedito: la messa che ha scritto per i 200 anni della Compagnia di Gesù. Racconti non scollegati tra di loro, ma che documentano come il maestro con le sue note abbia raccontato lo scioglimento della compagnia di Gesù e, poi, la sua ricostituzione. Infatti il 10 giugno del 2015 verrà eseguita la Messa che il maestro ha scritto per i 200 anni della Compagnia. Una musica nata per puro caso: “Un mattino – confida di fronte ad un attento pubblico – ero in piazza del Gesù per prendere i giornali e i gesuiti mi chiesero di scrivere una Messa per i 200 anni della Costituzione dell’ordine. Era il 2013. Doveva essere eseguita nel 2014. Poi ho avuto problemi di salute e non fu eseguita. Anche in questo caso un lavoro che non dovevo più fare, come lo era stato Mission, una musica che non dovevo scrivere io, ma Bernstein”. E, tra casualità, Mission è anche la colonna sonora che Morricone ha concesso al Festival delle Religioni come sfondo al video che racconta questi giorni di dibattito guidati dal tema #andiamoltre.

 

 

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