Fumata nera, come prevedibile, dal confronto sul tavolo della Regione a proposito della crisi del gruppo televisivo E’Tv, che comprende Rete 7 Bologna, Antenna 1 Modena (sulle cui frequenze da settimane si vede il segnale di Bologna) e Teletricolore Reggio Emilia (ultimamente visibile col marchio Medianews).
La proprietà infatti (ancora oggi l’editore di riferimento principale è la famiglia degli imprenditori Spallanzani) non si è presentata all’appello limitandosi a far recapitare una lettera mentre i dipendenti del gruppo erano riuniti in assemblea sotto i palazzi di via Moro per testimoniare una volta di più la loro preoccupazione per un futuro lavorativo molto incerto e il rischio di un forte ridimensionamento di una realtà informativa un tempo primeggiante sul suolo emiliano.
La giornata è almeno servita a chiarire l’interessamento di Coop Alleanza 3.0 per le frequenze del gruppo rendendo ufficiale un pre-accordo su cui si vociferava da tempo. Ma le coop, almeno al momento attuale, non sarebbero interessate ad accollarsi anche i lavoratori. Con le attuali frequenze di E’Tv la coop rafforzerebbero il suo ruolo di leader, a quel punto assoluto, sul fronte dell’informazione radiotelevisiva regionale visti anche i movimenti (e in alcuni casi le realtà assodate) anche su altre realtà, oltre a quelle già citate, come Parma e Piacenza.
Un po’ ponziopilatesco invece l’atteggiamento delle istituzioni, in questo caso la Regione rappresentata nella vertenza dal sottosegretario Andrea Rossi che continua ad auspicare la firma come soluzione temporanea della vicenda ma non è chiaro eventualmente a beneficio di quale proprietà, con quali giornalisti e tecnici-amministrativi. E che ha ribadito non essere suo compito quello di chiamare al tavolo del confronto eventuali soggetti interessati.
Già, eventuali interlocutori interessati. Rete 7 ha ribadito che è imminente la cessione di ramo d’azienda ad un soggetto terzo (potrebbe trattarsi anche di un’altra società del gruppo Spallanzani, almeno momentaneamente) per quanto riguarda il fornitore di contenuti, ovvero un numero di lavoratori equivalente al numero dell’attuale organico della redazione bolognese. Mentre i dipendenti di Reggio e Modena dovrebbero trasferirsi a lavorare nel capoluogo emiliano-romagnolo.
Attualmente la vicenda sembra senza soluzione ma appare chiaro che in realtà la vertenza è solo all’inizio (nonostante la discussione vada avanti da anni) e che i toni potrebbero salire. Soluzioni di “spacchettamenti” e cessioni societarie varie rischierebbero di disperdere un patrimonio informativo storico della realtà locale, oltre a mettere a repentaglio decine e decine di posti di lavoro.
Solo rafforzando invece il ruolo del gruppo, con l’attuale o altri investitori credibili e in grado di tenere uniti frequenze e lavoratori su un unico soggetto societario, E’Tv potrebbe tenersi un terzo della fetta del mercato del settore che prevede infatti a breve l’esistenza di pochissimi soggetti professionali, ben ancorati nel tessuto sociale, ciascuno a seconda della propria posizione geografica. Per molti solo un auspicio, per ora. Ma una terza via non è data.