Ecco i dinosauri toscani: piccoli ma feroci

Il primo dinosauro ritrovato in Italia negli anni '20 del secolo scorso, proprio in Toscana, sui monti pisani, dal paleontologo Alberto Fucini, non ha un nome, perchè non e' stato possibile con esattezza ricostruire a quale specie appartenesse. Ma le impronte della sua zampa con triplice artiglio, insieme all'ombra serpentina della sua lunga coda, rimaste impresse nella roccia mesozoica 200 milioni di anni fa, sono custodite al museo di storia naturale dell'Università di Firenze, da domani, con l'avvio dell'esposizione 'Dinosauri in carne ed ossa', questi preziosi reperti archeologici sono esposti in una apposita sezione del museo, per la prima volta visibili al pubblico dal loro ritrovamento nello scorso secolo. "Questo tipo di dinosauri primitivi poteva muoversi eretto su due zampe, oppure appoggiato alla coda, che usavano per gestire il loro equilibrio, esattamente come i Velociraptor", spiega Lorenzo Rook, docente di paleontologia dei vertebrati all'Universita' di Firenze e curatore della mostra. Benchè il predatore fosse grande poco più grande di un gatto, però, la scoperta delle sue impronte ebbe un impatto enorme sul mondo della paleontologia. "questo accadde perchè – spiega ancora Rook – negli anni '30 si pensava che l'intera penisola, per tutto il Mesozoico, fosse sommersa dalle acque. A riprova di questa impostazione c'erano i numerosi ritrovamenti di fossili, lungo tutta la penisola italiana, appartenenti a specie marine, come le ammoniti, lontane parenti preistoriche degli attuali nautilus, conchiglie dai meravigliosi gusci spiralati. Poi Fucini – prosegue il ricercatore – scoprì il giacimento dei monti Pisani, con le impronte del piccolo dinosauro e di altri tetrapodi primitivi, e questo cambio' radicalmente la prospettiva. Se esistevano dinosauri terrestri, si pensò allora non tutta l'Italia doveva trovarsi al tempo sotto il livello delle acque. Sono dovuti pero' trascorrere altri 50 anni prima che nuove scoperte provassero come, in alcune fasi del Mesozoico porzioni del territorio italiano affiorassero alla superficie, e su di esse camminassero i dinosauri: come quello di cui a Firenze conserviamo le orme, come Ciro, celebre bipede (Scypionix samniticus) scoperto in Campania negli anni '90, e come Antonio, grande erbivoro a becco d'anatra(Tethysadros insularis), le cui spoglie, alcuni anni fa, sono riemerse in Friuli". Oltre all'ombra dei passi del primo dinosauro italiano, da domani, saranno visibili, nel giardino del museo anche riproduzioni a grandezza naturale dei più celebri dinosauri: tra questi il tirannosauro, il triceratopo, il brontosauro. La mostra, curata dall'università di Firenze, andrà avanti fino al 2 settembre.

Tommaso Galligani

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