La domanda è retorica e come tale innocua nella migliore delle ipotesi (non fosse di grande importanza): a Reggio esiste ancora la libertà di espressione?. Ma se a porla sono quelli della destra, alcune frange addirittura con chiare nostalgie del passato e dunque il putiferio è assicurato.
Specie se il quesito prelude e dà il nome ad una manifestazione in piazza Martiri 7 luglio, chiamata piazza Cavour dagli organizzatori. Alla manifestazione, prevista per la mattinata di sabato 16, aderiscono quelli della destra coi Fratelli d’Italia e qualche esponente sciolto del centrodestra diciamo così istituzionale.
Casus belli ufficiale la dichiarazione del segretario provinciale del Pd Andrea Costa che ha chiesto di espellere dalle istituzioni il consigliere reggiolese Manuel Negri, indagato per il blitz anti-immigrati davanti alle sedi del Pd e della Caritas, per “apologia di fascismo” con relativo “processo politico” in consiglio comunale a Reggiolo. Per quelli della destra un chiaro pretesto per delegittimare gli avversari.
A gettare benzina sul fuoco anche la coincidenza col seminario al Museo Cervi con Fassino, Smuraglia, Berlinguer e Bonaccini sul tema “Per uno Stato pienamente antifascista“.
Ma da sinistra non se ne stanno naturalmente con le mani in mano; centri sociali, Comunisti italiani, ambienti sindacali e partigiani oltre a qualche esponente di Pd e Sel in ordine sparso hanno già annunciato che contro-manifesteranno. Il tutto in un clima che ultimamente nel reggiano sta proponendo vecchi cliché, con “attentati” alle bacheche Anpi e svastiche sulle autovetture di attivisti della sinistra. Mentre i problemi del Paese e della città sono altrove e non hanno né colori né collocazioni precise.