Firenze – E’ la Corte di Cassazione che, con la sentenza 17582 del 4 agosto scorso, mette un punto fermo sulla questione dell’obbligatorietà o meno dello straordinario per il dipendente pubblico. La sentenza che segna un importante paletto afferma che un dipendente comunale non è sanzionabile disciplinarmente qualora si rifiuti di lavorare in occasione di consigli comunali indetti in orario serale, vale a dire al di fuori dell’orario di servizio previsto dal contratto.
La decisione della Corte scaturisce dalla convinzione che la privatizzazione del pubblico impiego comporta che, salvo situazioni di eccezionale gravità e urgenza, il dipendente non può essere costrretto a prestazioni di straordinario se non vi consente, o se non siano stati sottoscritti accordi diversi col datore di lavoro. Ciò comporta anche che le prestazioni di lavoro straordinario non possano essere utilizzate come strumento ordinario di copertura dell’orario di lavoro per svolgere attività al di fuori dell’orario di servizio.