Firenze – Saranno dieci le sale operatorie collegate da tutta Italia, nei giorni di lunedì e martedì prossimi a Firenze, per seguire la chirurgia dell’obesità in diretta dai maggiori centri italiani. La sede centrale dei collegamenti sarà l’Ospedale fiorentino Santa Maria Nuova, – dove ha sede il centro di riferimento aziendale della chirurgia dell’obesità del dipartimento chirurgico dell’Azienda USL Toscana centro, diretto dal dottor Stefano Michelagnoli.
Dal Santa Maria Nuovai si collegheranno le sale operatorie dei centri italiani chirurgici più avanzati: Roma, Napoli, Genova, Torino, Milano, Padova, Pavia e Bergamo. Le immagini convergeranno tutte su un maxischermo appositamente istallato all’Hotel Baglioni di Firenze: da qui i chirurghi provenienti da tutta Italia discuteranno di tecnica chirurgica con gli operatori delle varie sedi
L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito del convegno biennale di live surgery di chirurgia dell’obesità: si tratta di uno dei più importanti eventi chirurgici dell’anno si uno dei temi di maggiore attualità nel panorama medico attuale. Le cifre in Italia parlano di 6 milioni di persone adulte affette da obesità ed il numero di interventi chirurgici per obesità grave è intorno ai 12-13000 per anno. Gli obesi in Toscana sono circa 350 mila e ben 1,2 milioni gli individui in eccesso di peso.
All’Ospedale Santa Maria Nuova si possono rivolgere le persone che sono affette da obesità grave e necessitano di un delicato intervento chirurgico per ridurre le numerose complicanze patologiche correlate. Il centro multidisciplinare per la terapia dell’obesità è diretto dal dottor Marcello Lucchese, che ha lasciato l’ospedale di Careggi nel 2014.
L’équipe è composta oltre che dai chirurghi dagli specialisti endocrinologi, dietisti, pneumologi, cardiologi, psichiatri e anestesisti. Ognuno di essi sostiene un colloquio individuale con la persona interessata, al termine del quale ha luogo un consulto fra gli specialisti che poi, tutti insieme, rivedranno il paziente proponendogli il percorso ritenuto per lui più idoneo.
All’intervento del chirurgo, affiancato dall’anestesista, dal chirurgo plastico, dal radiologo, si ricorre quando già sono stati scartati i percorsi medici, dietetici, psicologici o sussistano condizioni che precludano il ricorso ad esse. Gli interventi chirurgici, ha spiegato il dottor Lucchese, consistono in bypass gastrici, diversioni bilio-pancreatiche,“restrizioni dello stomaco” (Sleeve Gastrectomy) in laparoscopia ed hanno degenze che in media variano, a seconda della gravità e salvo complicanze, da 2 a 4 giorni.
La nuova struttura di chirurgia bariatrica e metabolica dell’Ospedale di Santa Maria Nuova riesce ad eseguire attualmente circa 300 interventi all’anno e attualmente le liste d’attesa si aggirano sui 7-8 mesi. I pazienti che volessero rivolgersi al centro possono farlo chiamando il CUP metropolitano.
L’obesità grave il più delle volte è associata a malattie debilitanti –aggiunge e pericolose, con un forte impatto anche sulla qualità di vita del paziente e di chi gli sta accanto. Non è certo un problema estetico – cosa comunque da non sottovalutare, come le altre conseguenze psicologiche – ma un serio rischio per la salute con complicazioni sul piano sociale e lavorativo: difficoltà respiratorie, insufficienza venosa cronica e vene varicose, difficoltà di deambulazione, mal di schiena, dolori articolari, astenia, malattie cutanee.
Inoltre questi pazienti sono esposti ad altre malattie quali il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, epatopatie, ipercolesterolemia, sindrome delle apnee notturne, ipertrigliceridemia, dislipidemie, sindrome dell’ovaio policistico della donna e soprattutto alcune forme di tumore. Il cuore è costretto a un eccesso di lavoro e l’insufficienza cardiaca, l’infarto e l’ictus sono in agguato. La soluzione chirurgica è quella che viene presa in considerazione dopo una accurata valutazione del paziente da parte di tutti componenti dell’équipe multidisciplinare.