Se sono in parte comprensibili gli sfoghi di reggiani di fronte alla protesta di alcuni profughi, sono invece inaccettabili gli atteggiamenti di esponenti politici che si lasciano andare ad affermazioni superficiali, talvolta irresponsabili, che alimentano esclusivamente un clima di tensione che, in realtà, non si è mai registrato nella gestione quotidiana e ordinata dei flussi dei richiedenti asilo.
Le realtà impegnate nella rete di accoglienza dei profughi rappresentano esempi di ciò che di meglio il nostro territorio esprime non solo in tema di accoglienza dei profughi, ma su diversi altri fronti di servizio a persone e comunità laddove si scontano situazioni di sofferenza, di disagio, bisogni di integrazione lavorativa.
Una rete che risponde alla Prefettura, alle amministrazioni pubbliche e si relaziona con tante altre realtà impegnate nell’aiuto ai più deboli: respingiamo dunque seccamente ai mittenti i populismi e le interessate e basse insinuazioni su scarsità di trasparenza da parte di chi vorrebbe rispedire a calci i profughi. La cooperativa capogruppo, la Dimora d’Abramo, è un capitale di questa città e le quote che è chiamata a gestire sono in capo ad una realtà di grande valore e in modo trasparente, a dimostrare che tutta la cooperazione sociale professionale e fortemente solidale può fronteggiare, nel nostro Paese, una delle catastrofi umanitarie del millennio.