Prato – Doppio appuntamento in concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne che vede come protagonisti il club service di Prato Kiwanis del presidente Francesco Cappellini e l’associazione Senza Veli sulla Lingua che dal 2013 si batte in difesa delle donne maltrattate.
Lunedì 18 novembre 2019 alle 17.00 presso il Salone del Consiglio Comunale verrà presentato il libro scritto dalla criminologa Roberta Bruzzone “Io non ci sto più” sui manipolatori affettivi a cura della giornalista e vicepresidente dell’associazione SVSL Patrizia Scotto di Santolo.
Interverranno dopo i saluti del Sindaco Matteo Biffoni, del Presidente della Provincia Francesco Puggelli, del Presidente del Consiglio Comunale Gabriele Alberti, il Sostituto Procuratore Laura Canovai, la consigliera regionale Ilaria Bugetti, l’assessore alle pari opportunità Ilaria Santi e la consigliera di Parità della Provincia di Prato Irene Romoli.
Alle ore 20.00, presso la sala del Gonfalone della Provincia di Prato la Charity Dinner. Ospiti della serata, la criminologa Roberta Bruzzone, la presidente del teatro Politeama Roberta Betti autrice della canzone “Violenza No”, l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci, memoria storica del Club delle Pagliette dell’Istituto T. Buzzi di Prato e Lamberto Muggiani, presidente ArteinScena, interprete nel 1974 di “Violenza No”.
Moderatore il giornalista pratese Piero Ceccatelli. Durante la serata l’associazione consegnerà una targa di riconoscimento a Roberta Betti e a Roberta Bruzzone per il loro impegno teso a promuovere l’immagine di una donna quale simbolo di libertà e di indipendenza. ll ricavato della charity dinner sarà impiegato dall’associazione SVSL sezione di Prato con l’obiettivo di aprire sul territorio pratese una impresa sociale.
“Perché – così la vicepresidente dell’associazione SVSL – non basta combattere la violenza: bisogna creare, attraverso il lavoro e la formazione, le condizioni affinché le donne possano autodeterminarsi, avere indipendenza economica e decidere autonomamente delle loro vita”.
E – prosegue Scotto di Santolo – ci rendiamo conto che ora bisogna aiutare materialmente le donne perché riconquistino completamente la loro autonomia sia dal punto di vista economico che lavorativo, e venire fuori a testa alta da gravi situazioni di violenza. Sarebbe importante poter dare finalmente una risposta concreta all’esigenza di tutte quelle donne che, uscite dalla violenza, sentano la necessità di reinserirsi nel mondo del lavoro.
Contiamo molto sul ricavato di questo evento perché andrà ad aggiungersi ai fondi che riusciremo a raccogliere con altre iniziative. Speriamo di riuscire ad aprire un’impresa sociale in modo da poter dare lavoro alle donne che ce l’hanno fatta ad uscire dal tunnel della violenza e dare loro l’opportunità di iniziare una nuova vita con dignità. Infatti spesso le donne vittime di violenza si maledicono il giorno che hanno denunciato il loro maltrattante perché si trovano senza un aiuto economico e non è facile per loro inserirsi nel mondo del lavoro. Nel nostro piccolo vorremmo dare loro anche questo aiuto solo se riusciremo a mettere su un’impresa sociale.”
Anche il Sindaco Matteo Biffoni ha sottolineato quanto sia “importante mantenere sempre alta l’attenzione nei confronti di una realtà che purtroppo nonostante i tempi è inconcepibile che essa continui ad esistere. E va combattuta con ogni mezzo possibile”.
A tal fine il fotografo di fama internazionale Andrea Varani che sarà presente alla cena pratese ha realizzato per l’associazione Senza Veli sulla Lingua «Calendar 2020», un calendario da collezione numerato,firmato e realizzato con il sostegno di importantissimi sponsor.
Quest’anno l’associazione Senza Veli sulla Lingua ha assistito: 17 donne tra Limbiate e Varedo; 2 uomini a Milano;3 donne a Milano; 4 a Roma; 3 aiuti a Prato. A 3 signore di Pioltello, perché non automunite, è stato consigliato dall’associazione di rivolgersi al Centro antiviolenza Sportello donna, ma sono state seguite ed aiutate gratuitamente a livello psicologico.
Più di 4 donne marocchine sono state nascoste al Centro antiviolenza Maria Lattuada e sono state seguite da nostri mediatori culturali a spese dall’associazione. Riuscendo a trovare anche un avvocato che parlasse la loro lingua d’origine. Questi casi summenzionati sono chiusi. Attualmente l’associazione ne segue circa 100.
In foto da sinistra Giuseppina Messineo, Carmen Rosales, Francesco Cappellini, Patrizia Scotto di Santolo, Matteo Biffoni e Benedetta Breschi