Comitati Schlein al circolo “Vie nuove”, sala colma “per cambiare”

Firenze – Successo di pubblico, sala piena allo storico circolo del Pd “Vie  nuove” in viale Giannotti, dove martedì scorso 31 gennaio si è tenuto un incontro organizzato da alcuni comitati di sostegno a Elly Schlein che ha messo il punto sul significato del sostegno alla candidata di “sinistra” alla segreteria nazionale del Pd.

A introdurre la serata, Alessandro Mazzelli, uno dei tre fondatori del comitato di sostegno, che mette l’accento sulla necessità di cambiare il partito nelle sue profonde contraddizioni, a partire, spiega, dal momento in cui la “narrazione” pubblica della sinistra cominciò a distaccarsi dalle conquiste di welfare che sembravano inattaccabili. Altro passo importante, i giovani e le problematiche che affliggono le nuove generazioni, su cui, dice Mazzelli, non c’è incredibilmente una vera riflessione. Altri passaggi, lavoro e capacità di crescita del Paese, il diritto alla casa improvvisamente scoperto negli ultimi tempi, quando il grido di dolore di classi fragili e medie era ben evidente da decenni, l’ambiente. “Essere buoni amministratori non è più sufficiente – conclude Mazzelli – serve un cambio”.

Il contributo di Laura Rimi, che coordina interventi e assemblea, ricordando la diffusione della mozione sottoscritta da Schlein: “Il primo intento è stato raggiunto – dice – ovvero la partecipazione, il sentire che il Pd “è casa mia e qui rimaniamo”. L’appello più importante è: venite e cambiateci, che è lo scopo più importante, tornare ad essere una casa dove ci sentiamo “noi”. Il primo obiettivo è quello di non tradire la vostra partecipazione”.

Di seguito, la relazione da remoto del deputato Marco Furfaro, portavoce della mozione Schlein, che ne illustra la ratio e il senso. “Il testo della mozione è stato diffuso per potere raggiungere tutti. Non credo sia un caso la partecipazione che stiamo vedendo, siamo a uno snodo della storia pericoloso, perché il 25 settembre, non ha perso solo il Pd. Milioni di persone in precarietà esasperante hanno scelto non solo di non votare il centrosinistra, ma di votare a destra. Il cambiamento della condizione materiale di vita è stato affidato ala destra. La ricetta che propone la destra, accanirsi sugli ultimi, i più fragili e poveri, è stata accolta. Le destre hanno una visione chiara: togliere il rdc, ma anche il contributo affitti, che condanna solo in Toscana 20mila famiglie al rischio di finire sulla strada. La guerra è quella degli ultimi contro gli ultimi, allargare la domanda di lavoro a fronte di una ristrettezza dell’offerta per produrre cndizioni di sfruttamento e ricatto. Dove sta la sinistra, a fronte di tutto questo?”.

Gea Volpe componente Comitato La Firenze per Elly Schlein

Dopo l’intervento di Furfaro, molto applaudito, Laura Rimi, basandosi su alcune delle parole chiave fra cui discontinuità e credibilità, presenta il candidato alla segreteria regionale, ex sindaco di Campi e attualmente parlamentare della Repubblica, Emiliano Fossi, che interviene da remoto.

Un discorso di 25 minuti, in cui Fossi mette in fila vari concetti e obiettivi. “Oggi è il tempo di mettersi insieme, di far coincidere percorsi che erano andati per contro proprio in questi anni. Oggi è il temo della costruzione. E’ già un risultato importante di questo congresso, con la forza propulsiva che la candidatura di Elly Schlein ha impresso alla voglia di esserci. Partendo da qui: un partito politico esiste se c’è gruppo dirigente,  sviluppo di idee e comunità di partecipanti. Su Schlein ho creduto dall’inizio come credo nella comunità politica del Pd. Riconosco che il Pd è la mia comunità, ma in questo luogo bisogna esprimere le istanze di cambiamento; un luogo che, se non esistesse, più, metterebbe in bilico la democrazia del Paese. E’ importante ancora di più con la presenza di questa destra, ideologica, che rinnega l’avversario, che stigmatizza la povertà, che riscrive alcune tratti fondamentali da quelli storici a quelli recenti, è una destra negazionista anche rispetto a fatti come la pandemia, che prova a esercitare un’egemonia”.

Una destra che però rappresenta una sfida, “il dovere di decidere chi siamo cosa vogliamo, di elaborare una proposta, di sapere chi vogliamo rappresentare, ovvero quelle fasce sociali, dimenticate colpevolmente negli ultimi tempi”. La precarizzazione del mondo del lavoro, da Treu a tutto il seguito, ha messo a rischio intere fasce sociali. “Molte persone rischiano di andare verso la povertà. E’ lì che dobbiamo riposizionarci. E’ un momento storico in cui si chiede protezione. La destra dà risposte che aggravano la fragilità. E’ una destra classista, che elimina contributi affitto, aiuti alla povertà, reintroduce i voucher”.

Andando sull’idea di partito del futuro, continua Fossi, “se noi vinceremo questo congresso, lo faremo per provare a inserire degli elementi di cambiamento. La parola rinnovamento di cui si parla molto, mi convince fino a un certo punto, perché spesso e volentieri recide gli elementi del passato, mentre abbiamo bisogno di sapere da dove veniamo. Ma, se c’è un’esigenza che il nostro partito ha a livello nazionale e regionale, è quella di cambiare. Noi siamo gli stessi e c’è la stessa classe dirigente che determina le scelte del nostro partito da lameno dieci anni. Abbiamo cambiato tre segretari nazionali nell’arco degli ultimi anni e in Toscana non è cambiato niente. Nel frattempo, in Toscana si perdevano città fondamentali, capoluoghi che rappresentavano dei fortini quasi inespugnabili della nostra regione, mentre sta venendo meno l’influenza sulla società toscana. Raccontarci la novella che sono fatti episodici, e che in Toscana le cose vanno meglio che da altre parti, non credo sia più una storia accettabile”.

“In questo congresso si gioca anche questo – continua Fossi – la necessaria esigenza di cambiamento che deve essere arricchita da tutta una serie di contenuti: dalla partecipazione, un investimento forte sul partito, più capace di investire sui propri gruppi dirigenti e sulla propria comunità, più capace di investire sui territori, sulle varie articolazioni territoriali, che prova a tornare presente ma soprattutto protagonista dei processi. Alcuni processi politici non possono riguardare solo i livelli istituzionali, con il partito ridotto auna sorta di notaio che certifica decisioni già prese, ma deve tornare a essere luogo di discussione e confronto”.

“Abbiamo bisogno di questo – continua Fossi- perché abbiamo bisogno di una politica, all’interno della Toscana, più forte. La politica è diventata qualcosa di marginale nella nostra regione, prevalgono altre dinamiche cme le rendite, alcuni interessi particolari,la politica gioca  un ruolo di spettatrice in questi processi. Questo è pericoloso”.

Il racconto di una regione in cui “va tutto bene”, si incrina. “E’ una regione con enormi potenzialità, ma in cui il tema delle disuguaglianze torna ad essere centrale. Se non ce ne accorgiamo, ovvero stiamo lontani dalla società e non comprendiamo più i bisogni che la società esprime”, si arriva all’ indebolimento, alla non credibilità, alla mancanza di presa sulla società. Tutto ciò induce ampi blocchi sociali, che guardavano tradizionalmente a sinistr,a a guardare ad altre forze politiche, anche di destra”. Quindi, centrale il tema delle disuguaglianze, anche quelle territoriali, per quanto riguarda la Toscana, dalla costa, al centro, alle zone interne e montane. Una Toscana a più velocità, che sta perdendo anche colpi su temi come quelli dell’accoglienza, in cui aveva sperimentato il modello dell’accoglienza diffusa, da capofila. Dunque, conclude, Fossi, “serve anche in Toscana un partito diverso, più forte, più centrale e centrato sui problemi, anche nei confronti della nostra istituzione regionale, capace di dare aiuti e sostegno”. Insomma, il tempo del cambiamento è ora, conclude Fossi, anche in Toscana. Altrimenti, si rischia di arrivare troppo tardi.

Dopo Fossi ha preso la parola Cristina Pagani, una delle fondatrici del comitato La Firenze per Elly Schlein, e una delle organizzatrici dell’incontro. Pagani ha concluso annunciando altri due incontri per il 19 febbraio, camminata lungo le Cascine, e l’altro il 23 febbraio con Livia Turco e l’assessore regionale Serena Spinelli presso l’Arci di piazza dei Ciompi.

Presenti anche l’assessore Andrea di Giorgio e il presidente del quartiere 4 Mirko Dormentoni.

 

 

 

 

 

 

 

 

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