Coffrini accerchiato: individuata l’origine del male

Galeotta fu la sua sconsiderata dichiarazione su Grande Aracri ai ragazzi terribili di Cortocircuito; su lui cala la scure dell’Antimafia per voce di Claudio Fava e della grillina Maria Edera Spadoni. Ne chiedono la testa anche Rosaria Bindi e don Luigi Ciotti
plotone
Claudio Fava arringa la stampa sul caso Coffrini

L’accerchiamento non potrebbe essere maggiormente privo di vie di fuga, è sceso a Reggio il vicepresidente Antimafia Claudio Testa per ribadire che il sindaco deve essere rimosso mentre più o meno nelle stesse ore la grillina Maria Edera Spadoni ne chiedeva la testa a Montecitorio appellandosi al Presidente della Repubblica. E domani il Pd provinciale torna a riunirsi per parlare di legalità. Insomma questa volta Marcello Coffrini, primo cittadino di Brescello, potrebbe davvero avere i giorni contati dopo settimane durissime di resistenza.

Una resistenza la cui inutilità era già segnata dopo essersi lasciato scappare un francamente imbelle e un po’ imbecille giudizio positivo sul compaesano Francesco Grande Aracri; incalzato dalle domande degli studenti web di Cortocircuito (che dopo quello scoop hanno spiccato il volo verso la popolarità antimafiosa), aveva bofonchiato: “è gentile, molto tranquillo, parlando con lui si ha l’impressione che sia di tutto tranne quello che dicono che sia”. Apriti cielo.

Contro Coffrini junior si accodano al coro di chi lo vuole trombare per “misconoscenza dei fatti” nonostante anni di indagini, notifiche e interdittive contro la criminalità, anche Rosy Bindi e don Luigi Ciotti. Insomma per lui pare proprio non esserci più scampo.

Per quanto riguarda invece il viaggio a Cutro di Graziano Delrio, allora sindaco di Reggio, Claudio Fava ha così liquidato: “Atto di leggerezza ma Delrio in seguito ha detto cose molto nette e molto chiare contro la ‘ndrangheta, riscattandosi con le successive affermazioni”.

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