Balkan Festival: “Figlio di Nessuno” nella tragedia della guerra civile

Firenze – Fiore all’occhiello del Balkan Florence Express, il Festival del cinema balcanico, in prima serata, giovedì 20 novembre, alle 20.30, all’Odeon, assolutamente da non perdere, il bellissimo film “No One’s Child” (Figlio di Nessuno) del regista serbo Vuk Ršumović , per la prima volta in sala dopo il successo al Festival del cinema di Venezia, dove si è aggiudicato il premio del pubblico “Raro Video” della settimana della critica, oltre che il premio “Fedora” per la miglior sceneggiatura.

Il film racconta un fatto realmente accaduto alla fine degli anni 80, quando nei boschi della Bosnia un gruppo di cacciatori trova un bambino cresciuto in mezzo ai lupi, dei quali ha adottato le sembianze e lo stile di vita: non parla, non cammina, ringhia e morde chiunque lo avvicini. Il bambino, chiamato Haris, viene mandato in un orfanotrofio di Belgrado, dove inizialmente rifiuta ogni contatto e ogni forma di educazione, poi, grazie alla presenza di un assistente sociale e all’amicizia con Žika, un ragazzo più grande, impara a pronunciare le sue prime parole e inizia il percorso per l’inserimento nella società degli umani. Trascorrono quattro anni, scoppia la guerra civile e Haris si trova per puro caso con un nome bosniaco in territorio serbo. Viene quindi rispedito in Bosnia, dove viene armato di fucile e spedito al fronte. E una notte, per la prima volta nella sua vita, il ragazzo prende una decisione tutta sua.

Una storia intensa e delicata che ricorda il film “L’enfant sauvage” di Francois Truffaut. Ma il regista serbo Vuk Ršumović, basandosi su una storia vera, cala il piccolo protagonista (interpretato dal bravissimo attore Denis Muric) nella contemporaneità, introducendo elementi sociopolitici che fanno un’enorme differenza nello sviluppo della storia, ad esempio l’insorgere dei nazionalismi che sarebbero sfociati nella guerra del 1992.

Ršumović, grazie a uno stile originale e ad una fotografia nitida ed essenziale, inserisce il percorso di Haris in ambienti che sembrano quinte teatrali: le stanze dell’orfanotrofio, i vicoli di una Belgrado sordida e allucinata, il cortile degradato e pieno di insidie. La cinepresa di Ršumović racconta l’assurdità dell’odissea di Haris come coincidente con l’assurdità del conflitto nell’ex Jugoslavia, la cui devastazione identitaria rispecchia e amplifica quella del “ ragazzo selvaggio”.

Vuk Ršumović è nato a Belgrado nel 1975. Ha studiato cinema, teatro, televisione e radio alla Facoltà di Arti Drammatiche dell’Università di Belgrado. Ha scritto sceneggiature per serie TV, cortometraggi, animazioni e documentari. È inoltre attivo come autore di programmi televisivi. Nel 2007 ha fondato la sua casa di produzione, BaBoon Production. Oltre al suo impegno nel cinema e per la televisione, collabora con i principali teatri serbi. “No One’s Child” è la sua opera prima.

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