Al Museo di Storia Naturale di Firenze è conservato un minerale extraterrestre

Nel 2009 la rivista Science pubblicava un articolo sulla scoperta dei quasi cristalli, una particolare specie di minerali che possono formarsi spontaneamente in natura e rimanere stabili per tempi geologici lunghissimi. Nel 2011 Dan Shechtman ha ricevuto il Premio Nobel per la chimica per la loro scoperta, nella quale ha giocato un ruolo di primo piano anche un gruppo di ricerca dell’Università di Firenze. Assieme ai fisici Paul J. Steinhardt e Nan Yao, dell’Università di Princeton, e Peter J. Lu, dell’Università di Harvard, il gruppo di lavoro dell’Ateneo fiorentino che aveva collaborato con Shechtman ha continuato le proprie ricerche sui quasi cristalli ed ha scoperto che un campione conservato presso il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze è di origine extraterrestre. Il campione fiorentino, si legge in un comunicato stampa dell’Ateneo fiorentino, potrebbe rappresentare un nuovo tipo di corpo extraterrestre, databile a circa 4,5 miliardi di anni fa e, dunque, contemporaneo alla formazione del sistema solare. La particolarità del minerale extraterrestre è quella di presentare una simmetria pentagonale fino ad ora ottenuta soltanto grazie a sintesi riprodotte in laboratorio in tempi relativamente recenti, a condizioni controllate. Nel primo quasicristallo conosciuto, si spiega ancora nel comunicato dell’Università di Firenze, sono state individuate inclusioni del minerale stishovite, un polimorfo del biossido di silicio che si forma solo a pressioni elevatissime (circa 100.000 atmosfere) verificabili solo in particolari condizioni naturali, come in zone ben al di sotto la superficie terrestre (al confine tra mantello e nucleo), in crateri da impatto o nello spazio, tramite collisioni tra meteoriti e asteroidi. L’importante scoperta è opera di un team di ricerca diretto da Luca Bindi, professore associato di Mineralogia presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ateneo fiorentino. Bindi ha firmato come primo autore un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale PNAS. “I risultati – ha dichiarato a seguito delle analisi condotte sul campione del Museo di Storia Naturale – sono stati inequivocabili: gli isotopi dell’ossigeno sono risultati del tutto simili a quelli osservati in una categoria di meteoriti conosciute come condriti carbonacee. La cosa interessante è che fino ad oggi le leghe di alluminio metallico non erano mai state osservate in meteoriti; ne consegue che il campione fiorentino potrebbe rappresentare un nuovo tipo di corpo extraterrestre, molto probabilmente risalente a circa 4,5 miliardi di anni fa, coincidente con la formazione del sistema solare. Ciò che rimane da determinare è come le collisioni di meteoriti/asteroidi abbiano portato alla formazione dei quasicristalli. Stiamo lavorando ad un’altra serie di esperimenti per determinare con maggiore precisione in quali condizioni si sia formato questo minerale”.

Foto: www.unifi.it

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