Affitti, un fiorentino preferisce locare a una famiglia in difficoltà a metà canone

Firenze – La famiglia Pappu è una famiglia indiana composta da 6 persone: moglie, marito e quattro figli. Dopo la perdita del lavoro del capofamiglia Kumar e lo sfratto dalla propria abitazione, il nucleo è dovuto ricorrere a sistemazioni di emergenza ed è andato a vivere in una struttura d’accoglienza.La signora Paramijit e i figli sono andati in una struttura per madri e figli minorenni, dove il signor Kumar non poteva essere ospitato, così la famiglia ha vissuto separata per lungo tempo. Kumar è poi riuscito a ritrovare un lavoro a tempo indeterminato, mentre la moglie, grazie al servizio sociale del Comune di Firenze e all’associazione Le Curandaie, ha messo a profitto le sue capacità di sarta. Mancava però la casa e sembrava impossibile trovarla. Da un lato, i prezzi troppo alti, dall’altro la reticenza ad affittare a stranieri, tanto più se numerosi, da parte di molti proprietari immobiliari italiani.

La svolta è giunta con l’intervento dell’associazione Auser Abitare Solidale e, soprattutto, Giuseppe Agostini, un signore fiorentino che ha deciso di mettere a disposizione la propria casa, libera dopo il decesso della madre, affittandola a metà prezzo rispetto al prezzo di mercato: una casa di fine Ottocento di oltre 100 metri quadrati in zona Campo di Marte che è stata affittata a circa 700 euro al mese. Una cifra irrisoria, considerando l’immobile di pregio. Giuseppe ha praticamente rinunciato ad almeno 600 euro in più sicure al mese pur di aderire al progetto Abitare Solidale. In questo modo, la famiglia Pappu è potuta uscire da una situazione di precarietà e sistemarsi in una normale casa in affitto. Ma c’è di più: oggi il signor Agostini e i suoi inquilini sono diventati amici.

Buona parte del merito della contrattazione è stato di Auser Abitare Solidale, l’associazione fiorentina che da oltre 10 anni, prima in Italia, promuove modelli innovativi di abitare condiviso e collaborativo in risposta alla fragilità alloggiativa. Il signor Agostini si era rivolto all’associazione in passato per offrire ospitalità ad una persona in casa dell’anziana madre che viveva sola nella sua casa. Ma dopo l’incontro conoscitivo con gli operatori di Abitare Solidale, l’anziana è venuta a mancare e l’appartamento della signora è rimasto così vuoto. Giuseppe avrebbe potuto scegliere di affittare l’appartamento seguendo le logiche di mercato (e un profitto più alto per lui), ma ha deciso invece di affidarsi nuovamente ad Abitare Solidale che, in base ai principi e alle garanzie del progetto LabHouse, gli ha proposto di affittare l’appartamento a persone in difficoltà alloggiativa, ma in grado di pagare un affitto, calmierato, con l’obiettivo di favorire la strada verso la ripresa della propria autonomia. E così è arrivato l’incontro con la famiglia Pappu e una nuova prospettiva di vita per tutti.

“La storia di Giuseppe e della famiglia Pappu – ha detto Gabriele Danesi, coordinatore di Auser Abitare Solidale – ci dimostra come sia possibile pensare a un modo diverso di gestire l’affitto, che non sia inteso soltanto da un punto di vista economico e commerciale, ma anche con un forte significato sociale. Ecco perché, come Auser Abitare Solidale cerchiamo di incentivare i proprietari immobiliari a concedere con affitti certi, concordati e calmierati le loro case, che altrimenti rimarrebbero vuote. E che con noi, invece, possono assumere un grande valore. Il risultato di questa operazione è stato il frutto di un lavoro sinergico e di rete che ha visto la forte collaborazione del servizio sociale e della nuova realtà associativa fiorentina Le curandaie”.

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